Cos’è la Direttiva EPBD IV e perché è importante
La Direttiva EPBD IV, ufficialmente la Direttiva (UE) 2024/1275 del Parlamento Europeo e del Consiglio, rappresenta l’ultima revisione della normativa europea sulla prestazione energetica degli edifici (Energy Performance of Buildings Directive – EPBD).
Entrata in vigore il 28 maggio 2024, gli Stati membri dell’Unione Europea hanno tempo fino al 29 maggio 2026 per recepirla nelle legislazioni nazionali.
Perché è rilevante?
- Gli edifici rappresentano circa il 40% del consumo energetico e quasi il 36% delle emissioni di gas serra dell’UE.
- Il patrimonio edilizio europeo necessita di una trasformazione verso standard “green” per contribuire agli obiettivi climatici entro il 2050.
- Per proprietari di edifici, costruttori, progettisti e gestori immobiliari, la direttiva introduce obblighi e opportunità che cambiano radicalmente la prospettiva della costruzione e della ristrutturazione, oltre alla riduzione dei consumi energetici ed il miglioramento di comfort per tutti gli utenti
In sintesi: la Direttiva EPBD IV segna il passo verso una edilizia sostenibile, dove efficienza energetica, riduzione delle emissioni e decarbonizzazione degli edifici sono al centro.
Le principali novità previste dalla Direttiva EPBD IV e l’obiettivo edifici a emissione zero e ad energia quasi zero
Una delle novità più importanti riguarda la definizione e obbligatorietà futura degli edifici:
- Dal 2030 tutti i nuovi edifici dovranno essere ad emissioni zero (Zero Energy Building – ZEB) o comunque ad altissima prestazione energetica, con quasi nessuna emissione da combustibili fossili.
- Per gli edifici pubblici, tale standard sarà applicato già dal 2028.
- Per gli edifici esistenti, è prevista una “traiettoria” di miglioramento della prestazione energetica. Per esempio, alcuni studi indicano che entro il 2030 si deve ristrutturare almeno il 16% degli edifici più inefficienti e entro il 2033 il 26%.
Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici
La direttiva obbliga gli Stati membri a predisporre un piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, che contenga:
- un censimento del parco immobiliare per epoca di costruzione, zona climatica, livello di prestazione energetica;
- la definizione di obiettivi e indicatori misurabili (ad es. numero di edifici da riqualificare, riduzione del consumo di energia primaria, riduzione persone in povertà energetica);
- politiche, misure e strumenti di finanziamento; I
Gli Stati hanno come scadenza intermedia il 31 dicembre 2025 per presentare la bozza del piano alla Commissione europea.
Digitalizzazione, monitoraggio e certificazione energetica
La direttiva rafforza l’importanza della digitalizzazione (es. APE digitale, “passaporto della ristrutturazione”), sportelli unici per la prestazione energetica, sistemi di monitoraggio e raccolta dati.
Le scadenze e le tappe operative e le date chiave da ricordare
- 8 maggio 2024: pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’UE della Direttiva (UE) 2024/1275.
- 28 maggio 2024: entrata in vigore della direttiva.
- 31 dicembre 2025: scadenza per la presentazione della bozza del piano nazionale di ristrutturazione.
- 1° gennaio 2025 alcune disposizioni diventano già operative (ad esempio, eliminazione graduale degli incentivi per caldaie a combustibili fossili) e gli Stati dovranno avviare l’adeguamento delle normative nazionali.
- 29 maggio 2026: termine per il recepimento nazionale della Direttiva da parte degli Stati-Membri. E
Impatti per il settore delle costruzioni e del real estate
- Maggiore domanda di edifici ad alta efficienza, materiali di qualità, tecnologie smart impiantistiche.
- Crescita del mercato della riqualificazione energetica approfondita (deep renovation).
- Necessità di competenze maggiori in progettazione, BIM, monitoraggio energetico.
- Nuovi requisiti da rispettare: limiti di consumo, obblighi sull’installazione di fonti rinnovabili, digitale e certificazione.
- Opportunità di offrire servizi di “passaporto della ristrutturazione”, audit energetici, roadmap di intervento.
Cosa cambia per te: privati, condomini, pubblica amministrazione
Privati e famiglie
- Per le nuove costruzioni: obbligo futuro di standard ad emissioni zero entro il 2030.
- Per le ristrutturazioni: maggiore incentivo a intervenire ora sul patrimonio esistente.
- Maggiore trasparenza sui consumi, più comfort, meno bollette.
Condomini e parti comuni
- Possibilità di intervenire a livello condominiale per migliorare l’efficienza energetica complessiva.
- I piani nazionali richiederanno target per edifici esistenti, quindi anche condomini dovranno pianificare.
Pubblica Amministrazione e edifici pubblici
- Prima applicazione degli standard ad emissioni zero (dal 2028 per nuovi edifici pubblici).
- Gli Stati devono definire piani e risorse per riqualificare edifici pubblici inefficienti.
- Opportunità di accedere a fondi europei e nazionali per la transizione energetica del patrimonio pubblico.
Quali sono gli strumenti e gli incentivi collegati
La Direttiva da sola non fornisce incentivi diretti, ma indica la traiettoria normativa che guiderà gli strumenti degli Stati membri. Tali strumenti possono includere:
- Detrazioni fiscali o contributi per la riqualificazione energetica (anche in Italia tramite Ecobonus, Bonus ristrutturazione edilizia ed incentivi Conto Termico)
- Finanziamenti e fondi europei per la ristrutturazione energetica.
- Strumenti informativi e digitali per supportare i proprietari (sportello unico, app, banche dati).
I vantaggi per chi accoglie il cambiamento
- Risparmio economico: edifici più efficienti consumano meno e generano bollette più leggere.
- Valore immobiliare: immobili con certificazioni migliori, requisiti ridotti e prestazioni elevate vedono un aumento della loro attrattiva sul mercato.
- Comfort e salute: ambienti meglio isolati, sistemi più efficaci, condizioni di vita migliori.
- Ambiente e clima: meno emissioni, minor impatto ambientale, contributo al raggiungimento della neutralità climatica.
Le sfide e cosa tenere d’occhio: Costi iniziali, investimento, tempistiche e adeguamento legislativo
Passare a standard ad emissioni zero o realizzare una riqualificazione profonda richiede un investimento iniziale più elevato. Tuttavia, la Direttiva EPBD IV presuppone che lo Stato e il mercato favoriscano l’adozione.
Gli Stati membri hanno scadenze stringenti: entro maggio 2026 devono recepire la normativa nazionale. In Italia, il processo è in corso ma “a rischio” secondo alcune fonti del settore.
La Direttiva prevede eccezioni per edifici storici, vincolati, luoghi di culto e altre categorie specifiche.
Cosa significa per un’impresa come nubis
Per un’impresa edile e di progettazione come la tua, la Direttiva Case Green apre nuove strade:
- Offrire servizi di progettazione integrata, con forte focus sull’efficienza energetica, rinnovabili e comfort.
- Anticipare la normativa e proporre soluzioni “future proof” ai clienti, costruendo o ristrutturando edifici conformi agli standard del 2030.
- Capitalizzare sul fatto che il “dato energetico” diventa un valore di mercato: trasparenza, certificazione, prestazione.
- Supportare la clientela (privati, imprese, condomini) nella lettura delle opportunità normative, incentivando interventi di riqualificazione.
Conclusione
La Direttiva EPBD IV (“Direttiva Case Green”) disegna il futuro dell’edilizia europea: più efficiente, più sostenibile, più integrata. Per chi costruisce o ristruttura, significa muoversi oggi per standard che saranno obbligatori domani.
Se vuoi essere pronto, beneficiare degli strumenti e non restare indietro, vale la pena iniziare a muoversi ora.
Noi di nubissiamo pronti ad accompagnarti: dalla progettazione all’esecuzione, dalla consulenza normativa all’efficienza reale.
Contattaci per costruire oggi le case del domani.

